Primo Piano

COOPERATIVE SOCIALI: DIFFICOLTÀ E SFIDE

Dalla crisi si esce solo con l’avvio di un processo di riqualificazione, organizzativo e tecnologico, delle cooperative

sabato 1 maggio 2021

La crisi dettata dal Covid-19 impone misure di distanziamento fisico che vanno a colpire direttamente le “azioni di relazione”, come educare, curare, assistere, che costituiscono il nucleo centrale dei servizi offerti da molte delle nostre cooperative.

 

La pandemia ha quindi creato una situazione generalizzata di difficoltà, in prima battuta operativa, con inevitabili conseguenze sul piano economico, portando con sé il blocco o il rinvio nell’assegnazione di nuovi servizi e impoverendo il budget a disposizione di enti e famiglie.

In alcuni casi, peraltro, l’attuale contingenza è andata ad accentuare situazioni di difficoltà preesistenti, aggravando criticità che c’erano già prima del Covid, e ha indebolito strutture già in qualche modo fragili.

 

La lettura che, come mondo della cooperazione, vogliamo dare di questo momento non si sofferma sulla presa d’atto della criticità, ma deve andare oltre e cogliere l’occasione per dare vita ad un percorso di un rinnovamento profondo, che sappia interrogarsi sulla propria identità e analizzare con onestà i punti di forza e di debolezza della propria struttura e trasformali in una progettualità coerente ed efficace.

 

Le nostre cooperative devono essere preparate ad affrontare contesti e mercati sempre più ampi e competitivi e per farlo devono avere basi solide e una visione di medio e lungo periodo. È quindi necessario che ci chiediamo se siamo sufficientemente attrezzati per affrontare il futuro: le dimensioni che abbiamo sono proporzionate per stare sui mercati di riferimento? Le nostre strutture organizzative sono appropriate? I lavoratori hanno competenze aggiornate e idonee ad affrontare i cambiamenti?

Si tratta di domande semplici, ma le risposte sono tutt’altro che scontate e le difficoltà che stiamo vivendo lo dimostrano. Rispondere affermativamente significa dare sostanza ad un processo di riqualificazione che non può essere rinviato ma che non tutte le nostre aziende sembrano pronte ad intraprendere.

 

Le armi per affrontare la sfida dobbiamo affilarle in casa, non attendere che ce le forniscano altri.

Per risolvere le criticità, strutturali o contingenti, delle nostre imprese spesso abbiamo la tentazione di cercare soluzioni al di fuori della nostra realtà aspettando, rischiosamente, “salvagenti”, istituzionali e non, quando invece sarebbe più saggio e prudente rendere innanzi tutto più concorrenziale e preparata la nostra struttura.

 

Nel momento in cui auspichiamo la formazione di reti di imprese per avere maggior potere contrattuale e per essere più competitivi, non dobbiamo sottovalutare il fatto che le reti stesse devono aggregare soggetti già forti ed economicamente solidi.

 

In conclusione, non si può negare che stiamo affrontando una fase di grande complessità, ma la capacità di rispondere positivamente è alla nostra portata e gli strumenti per riposizionarci fanno già parte del nostro patrimonio valoriale.