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"Stop alla follia dei centri commerciali in ogni dove"

"Stop alla follia dei centri commerciali in ogni dove"
Marcello Criveller, presidente regionale di Confcooperative Federconsumo Veneto, torna sul tema dei centri commerciali e sulla necessità di dire basta all'apertura di nuove strutture. Specie in una provincia come Treviso, già stra-satura di grandi realtà commerciali.

Categorie: Dal Territorio

Tags: Consumo,   cooperative di consumo,   commercio

Le pagine dei quotidiani veneti, ed in particolare trevigiani, sono in questi giorni assai ricche di informazioni e commenti su un tema cruciale per uno sviluppo ordinato del territorio veneto. Parliamo di centri commerciali. Di pochi giorni fa la notizia di un'ipotesi di nuovo centro commerciale a Casier, a ridosso del cimitero di Treviso, nell’area della storica azienda ex Metalcrom.
A Villorba, dove già l'area Centro Grossisti langue con diverse attività commerciali chiuse negli ultimi anni, si parla addirittura di un Tiziano 2, ovvero di una “duplicazione” del centro già presente ad Olmi di San Biagio di Callalta. A Montebelluna, a ridosso del futuro casello della Pedemontana, altra iniziativa su un’area di diversi ettari. Nell’area del Vittoriese-Sinistra Piave, analoga vicenda in un tessuto ormai stra-saturo di grandi realtà.
E dappertutto, mano a mano, vengono soffocati i piccoli negozi che – lo ripetiamo alla nausea – rappresentano spesso l’ultimo baluardo per la VITA dei piccoli borghi e paesi che già sono abbandonati dai medici di famiglia (data la linea regionale di accorparli nei poliambulatori), dai parroci (ormai siamo a 3-4 frazioni per sacerdote), e financo dalle banche (che progressivamente stanno chiudendo sportelli e togliendo i servizi di cassa a molti altri).
Non c’è verso. La bramosia di business di pochi, e le conseguenti sirene per i sindaci, ai quali non pare vero di attuare qualche recupero di fabbriche in disuso, o di finanziare qualche nuova rotatoria, sempre e solo con la solita “ricetta magica” del centro commerciale. Senza contare che ci sono ancora molti occhi puntati su aree vergini che, negli anni del boom, sono allegramente state trasformate a destinazione commerciale e che ora sono assai appetite per nuovi insediamenti. Insomma, al danno si aggiunge la beffa.
Confcooperative Federconsumo Veneto condivide appieno le preoccupazioni espresse da Ascom Treviso, ed appoggia con forza le ragioni espresse dal presidente Renato Salvadori. Federconsumo Veneto chiede altresì alla Regione di assumersi le proprie responsabilità. Davvero incomprensibili paiono le parole dell’assessore regionale al Commercio, Roberto Marcato, che non dimostra certo determinazione nell’esercitare le proprie funzioni. Quando vuole la Regione Veneto sa alzare la voce ed anche destinare ingenti risorse. Chiediamo alla Regione serietà, determinazione nel dire basta alla follia in corso, con gli strumenti che può usare ma anche, e soprattutto, facendo rispettare il principio del consumo suolo ZERO, che deve valere per ogni area che non sia già edificata e che i recuperi avvengano solo per i fabbricati che ci sono già e non un centimetro in più. Chiediamo inoltre di sostenere concretamente i piccoli negozi di vicinato, soprattutto nelle aree pedemontane, che sono veri servizi sociali, che vanno aiutati e non calpestati.

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