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Latteria Soligo: sostenibilità sociale & ambientale

Latteria Soligo: sostenibilità sociale & ambientale
La latteria cooperativa, che vanta oltre 130 anni di attività ed è punto di riferimento nel lattiero-caseario del Nordest, ha presentato un ambizioso progetto, che prevede importanti investimenti tecnologici in fonti rinnovabili ed un'articolata operazione urbanistica di welfare.

Categorie: Dal Territorio

Tags: agricoltura,   Welfare,   prosecco,   Territorio,   integrazione

Con i suoi 70 milioni di euro di fatturato annuo, 3 stabilimenti produttivi, 200 aziende socie e 140 addetti diretti, Latteria di Soligo è oggi un punto di riferimento per il lattiero-caseario del Nordest. Fra i suoi progetti a breve termine vi è l'obiettivo impatto zero entro il 2018, attraverso importanti investimenti tecnologici in rinnovabili. Dall'altro, un'operazione di urbanistica di welfare che trasformerà l'area attorno alla sede centrale di Farra di Soligo, immersa tra le colline del Prosecco Superiore in un paesaggio candidato Unesco, in un quartiere di servizi, formazione ed accoglienza, anche turistica. Simbolo di questo gemellaggio con il mondo viticolo è stata La Notte Bianca del Gusto, l'8 luglio scorso, organizzata in collaborazione con Primavera del Prosecco Superiore, il maggiore festival enoturistico del Veneto (300mila presenze stimate ogni anno in 17 eventi).
SOSTENIBILITA' AMBIENTALE: L’azienda ha comunicato l’approvazione definitiva dell’iter progettuale per la realizzazione del nuovo impianto a biomasse per un investimento del valore di 2,5 milioni, grazie al supporto del PSR, Piano Sviluppo Rurale Regione del Veneto (600mila euro i fondi europei). "Una energia circolare che consentirà non solo di produrre gas utilizzando i composti bioattivi di scotta e siero, che oggi rappresentano un costo come rifiuti speciali (pesando per 240mila euro l'anno sul bilancio), ma anche energia termica, grazie ad una centrale di stoccaggio da 700 ettolitri per l'acqua calda, che verrà utilizzata nei lavaggi: possiamo dire di chiudere il cerchio della nostra filiera, nei nostri stabilimenti entra latte, escono acqua pulita e formaggi".
SOSTENIBILITA' SOCIALE: Latteria Soligo è lieta di annunciare che il Master Plan Parco Sociale Soligo si è aggiudicato il primo premio al concorso City&Brand Landscape Award 2017 promosso dal Consiglio Nazionale degli Architetti, Paysage e Triennale di Milano. La giuria internazionale ha definito il progetto (firmato da Asprostudio, Vicenza) "un innovativo intervento, con cui viene rilanciato con le comunità locali il progetto di paesaggio, che nei 130 anni di storia produttiva ha trasformato le aree a ridosso del fiume. Una strategia di lavoro collettivo che integra aspetti ecologici e paesaggistici". Il progetto, fatto proprio dal Comune di Farra di Soligo come partenariato pubblico/privato ai sensi della Legge Regionale 11/2004, coinvolge oltre 62mila metri quadri di superficie e guarda al recupero delle aree dismesse attorno all’attuale stabilimento valorizzando gli edifici storici (Borgo Vecchia Latteria) sorti in oltre un secolo sulle sponde del torrente Soligo. Il primo passo di questo lungo percorso è iniziato nel 2012 con la creazione dell’associazione Soligo Onlus con la Fondazione Francesco Fabbri. Ne è seguito un primo intervento di recupero (300mila euro) per la realizzazione di uno spazio formativo e aggregativo, già in funzione e aperto alla fruizione pubblica. Ora si sta per procedere ai lavori di un secondo lotto (per ulteriori 200mila euro). Il Masterplan è fortemente ispirato alla valorizzazione del contesto naturale caratterizzato dal corridoio ecologico del fiume e ai criteri “smart” che promuovono una forte integrazione tra funzioni (energia, mobilità, digitale). Tutta l'attività della filiera Soligo, dalla stalla alla tavola del consumatore, si integrerà con la vita della comunità locale nelle sue espressioni economiche, culturali e sociali. Quindi, si possono ipotizzare attività di formazione tecnica (scuola e master di tecnologia casearia, scuole di cucina, di ristorazione, di ospitalità) di accoglienza e informazione per i visitatori, di documentazione storica, di educazione alla salute, di informazione tecnica rivolta agli operatori agricoli, della ristorazione e della distribuzione alimentare, e tanto altro ancora. Il tutto comunque a servizio del territorio grazie alle multiformi espressioni del volontariato e in un’ottica di inclusione sociale delle persone più svantaggiate, secondo un ideale del fare business dove l'uomo è artefice e non mero strumento produttivo. Sono infatti ipotizzate forme di housing sociale e comunità residenziali in collaborazione con l’Azienda sanitaria locale e di servizi, come un kindergarten. Sarà un quartiere green e digitale: sono previsti piccoli poli di produzione energetica derivanti da sfruttamento mini-idroelettrico (in recupero dell’impianto oggi dismesso) e biomasse provenienti dall’agricoltura viticola e lattiero-casearia; la realizzazione di percorsi ciclopedonali dedicati alla mobilità dolce lungo l’argine, un'azienda agricola biologica a filiera corta.

corrieredelveneto.it
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